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Zanzibar

L’isola delle spezie, crocevia di culture e paradiso naturale

L’arcipelago di Zanzibar si trova di fronte alla costa a nord di Dar es Salaam. È formato da numerose isole minori e due isole principali: Pemba e Unguja, che viene comunemente chiamata Zanzibar. Il nome dovrebbe provenire dal termine zanj, che i persiani utilizzavano per indicare le popolazioni nere dell’Africa. Qualcuno lo ricollega invece all’arabo zanjabīl che significa “zenzero”, ma si tratta probabilmente di un’etimologia errata anche se molto suggestiva, dato che Zanzibar è anche conosciuta come l’isola delle spezie.

La storia dell’arcipelago e dell’isola che lo rappresenta è complessa e affascinante. I primi ad abitare queste terre furono i popoli Bantu che arrivavano dall’Africa Orientale, ma già alla fine dell’anno 1000 Zanzibar divenne luogo strategico per i traffici dei mercanti arabi e persiani. Qualche secolo più tardi, verso la fine del 1400, fu la volta dei portoghesi che fecero collassare la rete commerciale. Mentre con l’arrivo degli omaniti e l’istituzione del Sultanato di Zanzibar, all’inizio del 1700, l’isola tornò a prosperare. Si avvicendarono ancora tedeschi e britannici, prima che Zanzibar si liberasse dalla dominazione straniera e ottenesse l’indipendenza nel 1963. L’anno successivo divenne una nazione unica insieme al Tanganica e prese il nome di Tanzania.

L’isola di Zanzibar è stata un crocevia di civiltà e di tradizioni e le tracce di queste contaminazioni sono ancora ben visibili. La stessa cultura swahili è nata dal mescolarsi di usanze bantu, arabe e persiane, ma la realtà più esemplare in questo senso è il centro storico della capitale Stone Town, dichiarata Patrimonio dell’Umanità UNESCO. 

Lo stile architettonico prevalente è quello moresco, tipico della cultura swahili, e nella parte più antica della città si possono ancora ammirare alcuni edifici di grande valore storico, come il Forte Arabo e il Palazzo delle Meraviglie, ma anche luoghi di scambio come il mercato delle spezie di Darajani o la piazza di Kelele, dove si teneva la tratta degli schiavi.

Ovviamente Zanzibar non merita una visita solo per la sua ricchezza culturale, ma anche per i meravigliosi paesaggi che offre. Spiagge circondate da filari di palme, acqua cristallina, barriere coralline, foreste di mangrovie e piccoli villaggi di pescatori ti aspettano.