Capitale, centro commerciale e culturale del Mozambico
La città di Maputo fu fondata all’inizio del XVIII secolo, ma in origine il suo nome era un altro. Per quanto possa sembrare strano, si chiamava Lourenço Marques come il commerciante portoghese che per primo aveva esplorato la sua baia nel 1544.
La costruzione della linea ferroviaria che la collegava a Pretoria, in Sudafrica, e la presenza del porto furono determinanti nel suo sviluppo. Mentre gli abitanti aumentavano, Lourenço Marques si affermava come centro culturale e commerciale del Paese.
Divenne la capitale nel 1907 quando il Mozambico era ancora una colonia portoghese e abbandonò il nome originario solo nel 1976 a seguito dell’indipendenza. Fu chiamata Maputo come il fiume che attraversa la regione meridionale e sfocia nella baia della città.
La guerra civile che ha segnato la storia del Mozambico nei vent’anni successivi all’indipendenza ha lasciato tracce profonde anche nella capitale. Tuttavia negli ultimi anni la città si sta risollevando e sta tornando a posizionarsi negli itinerari turistici. Il merito va soprattutto alla sua ricchezza architettonica.
Maputo negli anni ha saputo attirare architetti famosi in tutto il mondo. In particolare, meritano di essere visitate la stazione ferroviaria centrale, progettata dagli architetti Mario Veiga, Alfredo Lisbona de Lima e José Ferreira da Costa – anche se spesso viene attribuita, erroneamente, a Gustave Eiffel – e la Cattedrale dell’Immacolata Concezione, costruita su progetto di Marcial Simões de Freitas e Costa. Altri edifici degni di nota in città sono il Museo di Storia Naturale del Mozambico, in stile manuelino, e l’antica Fortezza di Nostra Signora della Concezione.