Un’oasi sul limitare del deserto del Kalahari
Nel cuore dell’Africa meridionale si trova il Delta dell’Okavango. Migliaia di anni fa il fiume scorreva fino al lago Makgadikgadi, che nel corso del tempo è evaporato lasciando al suo posto una distesa desertica, le Saline di Makgadikgadi. Mentre il lago si prosciugava, l’attività tettonica ha interrotto lo scorrere del fiume provocando la sua stagnazione: così è nato il secondo delta interno più grande del mondo.
Dopo aver raggiunto il Botswana, il fiume Okavango crea un reticolo di lagune, canali e isole e si disperde lentamente per poi scomparire del tutto nelle sabbie del Deserto del Kalahari. Secondo il ritmo delle piogge, durante l’anno il delta si espande fino a 16.000 km2 e si contrae per tornare a circa 9.000 km2. Gli animali migrano seguendo il movimento delle acque.
Il delta è l’habitat ideale di coccodrilli e ippopotami, ma richiama anche elefanti, rinoceronti, giraffe, bufali, zebre e gli immancabili predatori, come leoni, sciacalli e iene. Anche le specie di uccelli fluviali sono numerose: dall’oriolo africano all’aquila pescatrice e poi anatre, storni, upupe, aironi, cicogne e tantissimi altri.
L’ecosistema del delta è molto ricco e interessante anche per quanto riguarda la vegetazione. Canne di bambù e piante di papiro affollano i canali, mentre le ninfee impreziosiscono gli specchi d’acqua. Sulle isole, invece, si trovano palme, acacie, salici e ficus.