Tra Zambia e Zimbabwe, le Cascate Vittoria
Quando David Livingstone scoprì le cascate più grandi del mondo, nel 1855, fu aiutato dai nativi del luogo che le chiamavano da sempre mosi-oa-tunya, “il fumo che tuona”. A differenza dell’antica lingua dei Kololo, Livingstone fu molto più prosaico e le intitolò alla sua regina. Ecco perché oggi le conosciamo come Cascate Vittoria.
Il nome tradizionale in effetti rende bene l’idea della potenza di questo spettacolo della natura. Il fragore del fiume Zambesi che precipita giù si sente da molto lontano, mentre la nuvola di vapore acqueo che si sprigiona dalla cascata può raggiungere i 500 metri d’altezza ed è visibile anche a 30 km di distanza. Il fronte della cascata è lungo oltre 1.700 metri e il fiume fa un salto di circa 108 metri per lanciarsi in una gola formata da un’antica frattura della crosta terrestre, la Great Rift Valley africana. La massa d’acqua che precipita è di 550.000 m3 al minuto, ma nella stagione di maggior capienza – da febbraio a luglio – può arrivare a 5.000.000 m3 al minuto, una quantità impressionante.
Le Cascate Vittoria si trovano lungo il confine tra Zambia e Zimbabwe. In Zambia fanno parte del Mosi-oa-Tunya National Park, mentre in Zimbabwe rientrano nel Parco Nazionale delle Cascate Vittoria. Sono patrimonio UNESCO insieme a una serie di canyon e gole create dal fiume Zambesi a valle delle cascate stesse, oltre a un tratto di fiume che le precede.
L’area circostante è popolata da zebre, giraffe, facoceri ed elefanti e da numerose specie di uccelli rapaci come la cicogna nera, la poiana sciacallo, il falco pellegrino e l’aquila di Verreaux. Anche la vegetazione in questa zona è particolarmente affascinante, perché la vaporizzazione dell’acqua ha permesso lo sviluppo di una foresta pluviale fatta di felci, palme, alberi di ficus e altre piante.
La zona delle Cascate Vittoria è perfetta per attività come rafting, bungee jumping e voli panoramici. Inoltre, nelle notti di luna piena i parchi rimangono aperti e si può ammirare l’arcobaleno lunare.